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Palpares Libelluloide e Sphodromantis Viridis del Maestro Hilario Isola

A partire da ottobre 2026, due nuove opere dell’artista italiano Hilario Isola entreranno a far parte degli spazi dell’Ambasciata d’Italia a Nairobi e della Residenza dell’Ambasciatore: Palpares libelluloides, collocata nel giardino della Residenza, e Sphodromantis viridis, inizialmente installata nello stesso giardino e successivamente destinata all’ingresso dell’Ambasciata.

Le due opere fanno parte di un progetto di installazione site-specific che mette in dialogo arte contemporanea, natura, architettura. Ispirate agli ecosistemi africani, le sculture utilizzano materiali della tecnologia agricola e li trasformano in forme organiche capaci di integrarsi nel paesaggio e dialogare con il contesto della sede diplomatica.

Le opere sono realizzate tagliando, assemblando e cucendo a mano reti antigrandine di diversi colori. La sovrapposizione degli strati crea giochi di trasparenze, luci e chiaroscuri, dando vita a opre in equilibrio tra mondo naturale ed artificiale.

Il progetto riflette così sulla biodiversità e sulla necessità di preservare gli insetti, come ricchezza e protagonisti della vita degli ecosistemi, richiamando al tempo stesso il valore della diversificazione delle colture e di pratiche agricole più sostenibili in un contesto segnato da importanti trasformazioni climatiche e ambientali.

Palpares libelluloides

La Palpares libelluloides è un grande insetto appartenente alla famiglia dei Myrmeleontidae. Per la forma delle sue ampie ali può ricordare una libellula, pur appartenendo a un ordine completamente diverso.

Nell’opera di Isola, l’insetto viene ingigantito e trasformato in una presenza leggera ed al contempo monmentale. Integrata nel giardino della Residenza dell’Ambasciatore, la scultura entra in relazione con la vegetazione e l’architettura vegetale, creando un incontro tra le forme ed i colori dell’insetto e la vegetazione africana.

La sua presenza invita a osservare con maggiore attenzione quella parte della biodiversità spesso invisibile o considerata marginale, ricordando il ruolo fondamentale degli insetti negli equilibri naturali.

Sphodromantis viridis

Il nome mantide deriva dal greco mántis, “profeta”, e richiama la particolare postura di questo insetto, da sempre osservato con una combinazione di rispetto e timore.

La Sphodromantis viridis, conosciuta comunemente come mantide africana, è una specie diffusa in diverse aree dell’Africa e ad oggi diffusa nel sud d’Europa. Predatrice, è caratterizzata dalle tipiche zampe anteriori raptatorie, utilizzate per catturare le proprie prede.

Nell’opera di Isola, la mantide viene ingigantita fino a diventare una presenza scultorea capace di modificare la percezione dello spazio circostante. Inizialmente installata nel giardino della Residenza dell’Ambasciatore, l’opera sarà successivamente collocata presso l’ingresso dell’Ambasciata d’Italia a Nairobi, dove entrerà in dialogo con l’architettura della sede diplomatica e con il paesaggio urbano.

La scelta della mantide, così come quella della Palpares libelluloides, richiama il tema della biodiversità e della diversificazione, proponendo una riflessione sul rapporto tra ambiente, agricoltura e cultura artigiana.

Arte, natura e manifattura italiana

Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare, attraverso l’arte contemporanea, la capacità italiana di trasformare materiali, tecnologie e manifattura in nuove forme espressive.

Le reti utilizzate nelle opere, prodotte attraverso processi industriali, vengono reinterpretate dall’artista attraverso un paziente lavoro manuale. Un materiale funzionale, normalmente destinato alla protezione delle coltivazioni, diventa così materia artistica e assume la forma di due grandi insetti.

L’installazione crea un dialogo tra Italia e Kenya, tra tecnologia e natura, tra produzione agricola e lavoro artigianale. Inserite negli spazi della Residenza e dell’Ambasciata, le due opere diventano parte del paesaggio quotidiano e invitano chi le osserva a guardare con occhi nuovi il rapporto tra uomo e ambiente.

L’artista

Hilario Isola è un artista visivo che utilizza principalmente l’installazione, il disegno e la scultura quali mezzi espressivi. Laureato in Storia dell’Arte e Museologia, Isola è interessato alla storia dell’arte, all’architettura e all’ambiente.

L’artista predilige sviluppare installazioni delicate, visivamente leggere capaci di dialogare con lo spazio espositivo e con lo specifico contesto geo-culturale di riferimento. Dinamiche di percezione e di trasformazione dell’opera vengono attivate attraverso l’uso di materiali organici e richiami sensoriali per svilupparsi poi su scale diverse: da micro sculture a grandi opere d’ arte ambientale. Prendendo la mostra e il suo rituale come oggetto in sé, Hilario Isola ha lavorato per cambiare il paradigma di questo incontro, esplorando la possibilità di questa esperienza dinamica. Coinvolgendo e intervenendo sottilmente nella natura per rielaborarla in termini artificiali, Isola trova sempre nuovi modi per contrassegnare la persistenza della vita biologica, armonizzando le manifestazioni elementari in termini di propria azione artistica.

In ogni opera, rivela le innate qualità scultoree dei materiali naturali e le proprietà culturali dei soggetti per esporre profondi modelli di crescita e di relazione con la vita e il tempo.

Isola ha esposto i propri lavori in Italia e all’estero , in prestigiosi spazi espositivi pubblici e privati, fra cui si annoverano il NMNM Nouveau Musée National de Monaco (Montecarlo); l’Art in General, NY; Sculpture Center, NY; il CCA, Canadian Centre for Architecture, Montreal; il Museion, Bozen; la David Roberts Art Foundation London; la Fondazione Bevilacqua la Masa Venezia; la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Torino.